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Stomia e sport

22/02/2023
Un uomo e una donna seduti su una spiaggia con un bambino sulle spalle ;

Di Angela Calanzone, Coordinatrice Infermieristica dell’Istituto Oncologico del Mediterraneo

È davvero così importante ritornare alle proprie abitudini dopo un intervento di confezionamento di stomia? Lo è ancora di più riprendere o intraprendere un’attività sportiva? In questo breve articolo analizzeremo l’importanza dello sport e del movimento per le persone con stomia, individueremo un programma di allenamento mirato sin dai primi giorni dopo l’intervento chirurgico fino al completo recupero muscolare e conosceremo la storia di una giovane trentaquattrenne con stomia intestinale che ha da poco intrapreso un percorso di fitness.

Moltissime persone stomizzate hanno paura di ritornare alle buone vecchie abitudini ma, soprattutto, di fare attività fisica, perché pensano di essere più vulnerabili, rischiando di farsi male o incorrere in complicanze. In parte potrebbe pure essere vero che una persona stomizzata debba fare più attenzione nel praticare sport (a maggior ragione sport di contatto quali rugby, calcio, arti marziali, pugilato, etc.), ma il potere benefico che esercitano l’attività sportiva ed il movimento in genere è straordinario soprattutto dopo un qualsiasi trauma (fisico e/o psichico) o intervento.

L’attività fisica trasmette ad ognuno di noi tutta l’energia necessaria per affrontare al meglio tutti i momenti di sconforto, fa crescere la determinazione e la fiducia in noi stessi fondamentale per guardare avanti e porsi sempre nuovi obiettivi da raggiungere migliorando, inoltre, la condizione fisica. Vi sono numerose evidenze scientifiche che riconoscono il ruolo centrale dell’attività sportiva nel recupero sociopsicologico e soprattutto nella prevenzione delle complicanze postoperatorie come, ad esempio, l’insorgenza di un’ernia parastomale. Nello specifico, i fattori di rischio più importanti nello sviluppo di questa complicanza sono i seguenti: BMI elevato (>25), debolezza muscolare, incisione addominale ampia, età avanzata, posizionamento dello stoma al di fuori del muscolo retto.

Come possiamo ben notare, alcuni di questi fattori di rischio possono essere eliminati con l’introduzione dell’attività fisica nello stile di vita delle persone portatrici di stomia. Addirittura, uno studio condotto nel 2015 da Blond & Young afferma che i pazienti stomizzati con una circonferenza della vita >100 cm hanno un rischio di sviluppare un’ernia parastomale pari al 75%; ecco perché è altrettanto importante, ove possibile, mettere in atto un piano di riduzione del peso corporeo associato ad un programma di attività fisica quotidiana nel periodo che precede l’intervento chirurgico. Ciò ridurrà, chiaramente, anche il rischio cardiometabolico moderando la percentuale d’insorgenza di altre comorbilità quali il diabete, l’obesità, le cardiopatie, l’ipertensione arteriosa, etc.

Le linee guida del 2016 stilate dall’Association of StomaCare Nurses UK (ASCN) raccomandano di informare ed educare tutti i pazienti stomizzati ad eseguire in modo regolare una serie di esercizi addominali sin dalla prima fase dopo l’intervento chirurgico (circa 4-5 giorni dopo) al fine di rafforzare la muscolatura addominale. Col consenso del chirurgo e dello stomaterapista questi esercizi vanno eseguiti giornalmente in quanto l’impegno a lungo termine a ridurre la percentuale di rischio di complicanza dell’ernia parastomale.

Le Linee guida dell’ASCN raccomandano di svolgere cinque serie di esercizi per un numero di ripetizioni che dipende dall’abilità del soggetto in questione eseguendo tutto con cautela (soprattutto durante le prime sei settimane) al fine di evitare dolori ed eccessivo affaticamento. Gli esercizi proposti dall’ASCN sono i seguenti:

  • Lying abdominal exercises: adottare la posizione supina con ginocchia piegate ed i piedi bene appoggiati (potrebbe essere utile posizionare un cuscino sotto la testa), posizionare le mani sul basso ventre, ispirare con il naso ed espirare cercando di spingere il più possibile l’ombelico verso la colona vertebrale. Appena si percepisce la contrazione mantenere la posizione per almeno tre secondi per poi respirare normalmente.
  • Pelvic Tilt: sempre in posizione supina con le ginocchia piegate ed i piedi ben appoggiati a terra, posizionare le mani nell’incavo della colonna lombare, contrarre i muscoli addominali e schiacciare delicatamente la zona lombare nelle mani sollevando il bacino; mantenere questa posizione per qualche secondo.
  • Knee rolling: adottare la posizione supina con ginocchia piegate e piedi uniti sempre poggiati a terra, contrarre i muscoli addominali ed abbassare con delicatezza entrambe le ginocchia su un lato, riportare lentamente le gambe al centro per ripetere lo stesso movimento verso il lato opposto.
  • Standing abdominal exercises: adottare la posizione eretta con la schiena contro una parete, contrarre i muscoli addominali e cercare di mantenere tutta la schiena a contatto con la parete per almeno tre secondi.

Superata la prima fase dopo l’intervento (circa 12 settimane) è raccomandato riprendere nuovamente a fare un esercizio fisico attivo considerando la possibilità di intraprendere delle attività che implicano uscire fuori da casa (ad esempio attività all’aperto come lunghe camminate, ciclismo, yoga) e condividere l’attività sportiva con altre persone senza sottovalutare quindi la sfera socio-relazionale (ASCN, 2016).

Esistono numerose attività da poter svolgere quando si è portatori di stomia, anzi, a dire il vero, non esistono attività assolutamente controindicate; la scelta è soggettiva, dipende dalle proprie passioni, dalle proprie abilità fisiche, dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. La camminata è il modo più facile e graduale per tornare alla routine sportiva, si può intraprendere subito dopo l’intervento chirurgico iniziando con 10-15 minuti ad andatura blanda per poi aumentare le distanze e l’intensità.

Tra le varie attività sportive di seguito citiamo quelle più praticate:

  • la corsa è utile per rimettersi in forma e recuperare il tono muscolare perso durante il periodo preoperatorio; bisogna attendere qualche settimana prima di iniziare e farlo in maniera graduale.
  • Lo yoga è un altro ottimo modo per intraprendere un percorso di recupero muscolare in quanto rafforza i muscoli e riduce lo stress, migliorando la flessibilità.
  • Il nuoto possiede il vantaggio di avere un basso rischio di infortuni in quanto il peso corporeo è sostenuto dall’acqua aumentando allo stesso tempo la muscolatura.
  • Andare in bicicletta è una buona scelta perché non implica uno sforzo eccessivo sulla parete addominale, ma permette un ottimo recupero muscolare e cardiometabolico.
  • Il Functional Training è una combinazione di allenamento di forza (con l’uso di manubri, kettlebell, bilancieri, etc) e allenamento cardio che permette di rimettersi in forma sviluppando un’ottima resistenza corporea e limitando il rischio di incorrere in infortuni articolari; questa attività è la scelta migliore per chi vuole modellare il proprio corpo.
  • Tutti gli sport di squadra non vanno dimenticati, in quanto sapere che altre persone contano su di te potrebbe dare quello stimolo in più a sviluppare l’abitudine nel praticare l’attività sportiva. In questi casi migliora l’autostima, l’accettazione di sé e di conseguenza la fiducia in sé stessi.

È importante conoscere le testimonianze dirette di persone che si sono ritrovate a svolgere tutte le attività quotidiane con una stomia e rendersi conto che nella maggior parte dei casi non si tratta di una ‘disabilità’, bensì di una opportunità per migliorare la qualità della propria vita. A tal proposito riporto una breve intervista fatta ad una giovane trentaquattrenne affetta da Rettocolite Ulcerosa che, dopo un intervento chirurgico, si è ritrovata a convivere con una stomia intestinale e a dover dare una svolta alla sua vita.

‘Prima dell’intervento chirurgico praticavi sport?’

Premetto che il mondo dello sport mi è sempre piaciuto, insegna a porsi degli obiettivi, a seguire uno stile di vita sano, a prendersi cura del proprio corpo. Nonostante queste mie consapevolezze ogni qualvolta che in passato ho provato ad approcciarmi ad un’attività sportiva finivo col rendermi conto di non farcela per via della malattia, notavo la sofferenza del mio corpo, mi fermavo a causa dei crampi muscolari, delle scariche ematiche e dell’affanno, spesso mi sentivo svenire, mi mancava l’aria nonostante mi trovassi all’aperto e quasi sempre rientravo a casa per la necessità di avere un bagno. Persino i ricordi dell’adolescenza non sono piacevoli: a scuola, mentre i miei compagni erano liberi di correre, io ero bloccata nel mio corpo già sofferente all’esordio della RCU. Malattia e cura non mi hanno mai permesso di condurre una vita ‘normale’ ma nonostante le mie ali spezzate ho conosciuto un uomo, ci siamo innamorati e abbiamo messo al mondo due meravigliosi figli realizzando il sogno più bello, la mia famiglia. A loro ho trasmetto la passione per lo sport”.

‘Cosa ti ha spinto a intraprendere l’attività sportiva dopo l’intervento?’

Dopo l’intervento di colectomia totale mi sono ritrovata in un nuovo mondo, in un mese la mia vita è stata stravolta, dall’esame istologico è venuto fuori un adenocarcinoma e da lì la mia rinascita paradossalmente; in un primo momento ho pensato di non aver più un futuro ma poi affidandomi al chirurgo ho capito che sarei stata bene e avrei superato tutto. Nonostante fossi psicologicamente preparata ammetto di essermi sentita disorientata ma la mia fortuna è stata trovare il conforto e la professionalità di persone esperte. Ho dovuto imparare a convivere con la stomia, a gestire il presidio e a modulare l’alimentazione. Dopo qualche mese dall’intervento, tra alti e bassi, in me è nata la voglia di vivere, mi sentivo più libera in questa mia nuova vita, più forte e con la voglia di riprendermi ciò che da giovanissima la RCU mi aveva tolto. Non sapevo cosa significasse stare bene perché, in fondo, non lo ero mai stata e allora con il consenso del chirurgo e il sostegno della mia stomaterapista ho deciso di iniziare a fare sport, finalmente. Ho intrapreso questa strada perché ad oggi mi sento piena di energia, sono consapevole della mia forza fisica e mentale, ho voglia di guardarmi allo specchio ed apprezzarmi. Grazie alla mia personal trainer noto ogni giorno dei progressi della mia condizione fisica, scarico lo stress, possiedo un buon controllo del mio corpo e mi prefisso ogni giorno nuovi obiettivi da raggiungere”.

‘Hai avuto o hai tuttora paura di fare attività fisica? Se sì, perché?’

“Nonostante la mia voglia di vivere devo ammettere che spesso mi sono chiesta se stessi provocando danni al mio corpo; ciò mi ha portata a documentarmi e a sentire il parere del mio medico. Il mio terrore più grande è incorrere nella complicanza dell’ernia parastomale a causa di eccessivi sforzi fisici. Probabilmente questo timore nasce dalla percezione di avere una debolezza della parete muscolare ma, su indicazione della mia stomaterapista e del chinesiologo, ho intrapreso un programma di allenamento mirato al rinforzo della parete addominale”.

‘Quali sono oggi i benefici che ottieni dall’attività sportiva?’

Nonostante io abbia intrapreso da poco questo percorso di fitness posso già affermare che i benefici sia fisici che psicologici non sono indifferenti. Sento il mio corpo più tonico, gestisco lo stress e l’ansia, ho raggiunto uno ottimo stato di benessere generale, la mia postura è migliorata e affronto la routine giornaliera sempre con più energia (riesco a correre persino dietro ai miei figli!). Non è stato facile affrontare tutto questo, ma quando ci si ritrova davanti alla sofferenza si impara a guardare oltre la montagna pensando già alla discesa. A volte ci si riesce soli, altre volte è necessario l’aiuto di qualcuno, ma la cosa importante è crederci sempre. Questo l’ho imparato grazie allo sport, mi ha fatto riscoprire la tenacia di affrontare ciò che la vita offre superando talvolta i miei stessi limiti.

Ringrazio ogni singola persona che ho incontrato nel mio percorso di rinascita, la mia famiglia che mi supporta sempre, il mio gastroenterologo, il chirurgo che mi ha ispirato fiducia con la sua professionalità, la mia stomaterapista che mi ha capita da subito e mi ha invogliato ad intraprendere questa strada dandomi inoltre la possibilità di condividere la mia esperienza augurandomi che possa essere d’aiuto per qualcun altro con una storia simile alla mia”.

Per contattare Angela Calanzone

Istituto Oncologico del Mediterraneo S.p.A.

Viagrande (CT)

Cell. 3458462250

E-mail: angelacalanzone@hotmail.it

LinkedIn: http://linkedin.com/in/angela-calanzone-453a431b2

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