La voce dei pazienti: l'esperienza di Iolanda

Mi chiamo Iolanda, ho 73 anni e sono pensionata. Ho lavorato per moltissimi anni come storico dell’arte, ho gestito eventi culturali e diretto una delle più antiche biblioteche italiane: lo studio e la ricerca sono sempre state la mia passione.

Purtroppo, a causa di un carcinoma alla vescica, ho dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento di una urostomia. Sono stata operata all’Ospedale Fatebenefratelli di Roma. Mi avevano spiegato che la mia vita sarebbe cambiata; tuttavia, minimizzando la questione. Mi sono sentita dire più volte di non preoccuparmi, che sarebbe stato tutto affrontabilissimo.

Vivere con una stomia significa imparare a gestire un nuovo organo, prendendosene cura e imparando a seguire nuovi ritmi; cosa che, soprattutto all’inizio, non è molto semplice. Per me l’inizio è stato purtroppo particolarmente difficile per il momento storico in cui si è collocato l’intervento: sono stata operata il 7 marzo 2020 ed il 9 marzo è stato decretato il lockdown totale per Covid.

Questo ha comportato la sospensione generalizzata di tutti i servizi sanitari non di emergenza, per cui, alle dimissioni dall’ospedale, mi sono trovata assolutamente sola a gestire la stomia, nella più totale ignoranza ed inesperienza. Per fortuna ho trovato una deliziosa e giovanissima infermiera, che mi ha assistita nei primi due mesi fornendomi specialmente grande supporto psicologico e per la quale ho immensa gratitudine. E quindi anche il momento più traumatizzante è stato superato.

Con il tempo ho imparato a prendermi cura della stomia, prestando particolare attenzione allo stomacare, l’insieme delle procedure necessarie ad effettuare l’igiene della stomia e sostituire la sacca di raccolta. Io utilizzo un sistema monopezzo: per evitare di “sollecitare” troppo la cute peristomale, sostituisco la sacca a giorni alterni, eseguendo con attenzione la pulizia. Nello specifico, quando sostituisco il sistema di raccolta:

  • adopero un prodotto rimuovi adesivo in spray, che aiuta ad eliminare la sacca in maniera atraumatica e a rimuovere le tracce di adesivo dalla cute;
  • lavo bene con acqua e sapone e asciugo altrettanto bene la pelle;
  • uso un film protettivo in spray per proteggere la cute dal contatto con gli effluenti, quindi applico la sacca pulita
  • per una maggiore sicurezza, adopero la cintura addominale, che mantiene la sacca più adesa all’addome.

A parte me stessa, nella strada verso la riabilitazione, devo ringraziare mio marito e i miei amici. Hanno saputo comprendermi, un supporto psicologico forte, hanno rispettato anche i miei silenzi ed i miei momenti di isolamento. Nel tempo libero mi piace molto studiare e tenermi aggiornata, curare le mie piante e il mio gatto e cucinare per gli amici più intimi.

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