Donne e stomia: Valentina, ileostomizzata - Great Comebacks™ 2010

Ho 55 anni, faccio l’infermiera. Mi piace viaggiare e ho una passione per la montagna: quando andrò in pensione raggiungerò mia figlia Noemi a Bolzano dove si è trasferita per lavoro.

Perché hai dovuto affrontare l’intervento?

La mia è la storia di un lungo calvario dovuto al morbo di Crohn. Avevo 17 anni quando iniziato le terapie farmacologiche, che purtroppo non hanno sortito alcun effetto. Quando a 26 anni mi hanno confezionato la stomia, per quanto strano possa sembrare, non l’ho vissuta come un trauma: certo, non che fossi contenta, ma mi ha risolto un sacco di problemi: potevo riprendere la mia vita! Prima anche solo uscire per una passeggiata era problematico: avevo paura di sentirmi male e di dover preoccuparmi sempre di dover correre in bagno all’improvviso.

Cosa vuol dire essere donna e vivere con una stomia?

Per me ha significato prendere qualche accorgimento nel vestire, non mi sono più sentita di indossare abiti stretti. Ma, tutto considerato, non ho riscontrato particolari difficoltà. Dopo due anni dall’intervento sono rimasta incinta: la mia stomia non mi ha impedito di diventare madre né tantomeno ha rappresentato un limite alla mia vita di coppia. Sembra che quello che dico non sia vero: ma a me l’intervento ha portato più benefici che guai. Quando mi sono lasciata con il padre di mia figlia, non ho avuto problemi intraprendere una nuova relazione.

Che tipo di prodotto stai utilizzando?

Nel corso degli anni ho provato vari tipi di prodotti e con il sistema a due pezzi ConvaTec mi sono trovata davvero bene. È un sistema che mi ha dato maggiore sicurezza: sono sempre riuscita a dedicarmi a tutte le mie attività preferite, tra le quali andare in sauna o in piscina.

Perché è importante raccontare la propria storia e partecipare a Great Comebacks?

Con il Great Comebacks ho scoperto che ConvaTec riesce a metterti sempre in contatto con qualcuno che ti può aiutare. E lo dico in una duplice veste: paziente e infermiera. È importante partecipare perché, per chi vive la tua stessa esperienza, la stomia è una tegola improvvisa. Scoprire che ci sono altre persone che la vivono, ti dà la forza di affrontare un iniziale periodo di assestamento e riprendere in mano la tua vita.

C’è qualcosa che vuoi dire a chi vive la tua stessa esperienza?

Quando ho affrontato l’intervento avevo 26 e adesso ne ho 55: si può dire che ho vissuto quasi più da stomizzata. A parte alcuni giorni in cui magari capita qualche incidente di percorso, come la diarrea, la stomia non è così limitante: siamo noi a porci dei limiti o ad usarla come alibi. Tutto sta ad “assimilare” l’iniziale sgomento e poi riprendere in mano la propria vita. Ci sono degli accorgimenti da prendere, come evitare di sollevare pesi; in merito, voglio raccontarvi un aneddoto. In questo periodo lavoro in pediatria e una mia collega, dimenticandosi che sono stomizzata, mi ha chiesto di sollevare un bambino di peso; quando le ho ricordato la mia situazione, lei mi ha detto: “Scusa: l’avevo dimenticato: tu ti comporti esattamente come tutte noi”. Ecco, il punto è proprio questo: siamo persone come tutte le altre e conduciamo una vita perfettamente “normale”, al punto da scordarci di vivere con una stomia.

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