Stomia e qualità della vita: individuare il sistema di raccolta più adatto alle esigenze del paziente

La Qualità della Vita è un concetto complesso ed astratto che si riferisce ad una percezione strettamente soggettiva e collocata in un preciso momento storico di una persona. Quello che una persona avverte oggi, può non coincidere con quello che percepirà domani, proprio perché un soggetto, con propri valori, credenze, esperienze, competenze, cultura, aspettative, obiettivi, interessi, ecc. è in continua relazione con l’ambiente e le sue caratteristiche, con le persone e l’insieme delle conseguenti relazioni, con il proprio stato di salute sia fisica che psicologica.

Misurare la Qualità della Vita significa poter valutare l’impatto che l’assistenza erogata ha sui diversi aspetti importanti della vita di una persona, come ad esempio l’autostima, l’immagine percepita del proprio corpo, la sensazione di benessere, la presenza e l’entità di determinati sintomi, aspetti di vita sociale; può permettere, inoltre, l’identificazione di periodi vulnerabili durante una malattia o un trattamento. Il valore dell’assistenza per una miglior qualità della vita

Nel mondo della Stomaterapia, questi aspetti possono significare un ulteriore importante valore. Disporre di uno strumento di misura della qualità della vita valido, capace cioè di dimostrarsi sensibile, coerente, applicabile e riproducibile, significa poter includere nell’assistenza e nei processi di riabilitazione non solo la preoccupazione verso lo star bene della persona, ma altresì verso l’individuale percezione del vivere bene.

Il confezionamento di una stomia comporta sicuramente un'alterazione della qualità di vita del soggetto condizionandone la vita sociale, la sfera sessuale, l'immagine corporea, l'autostima ed il benessere. Il tema dell’assistenza a seguito all’intervento di confezionamento della stomia è molto importante per i pazienti che subiscono un’alterazione della qualità di vita sotto vari aspetti, mutando l’immagine corporea e la percezione di sé, il modello di riposo e sonno, la dieta, i rapporti sociali, familiari, la sfera sessuale, con ripercussioni sulla vita lavorativa e, in contemporanea, la presenza di sentimenti quali: insicurezza, bassa stima di sé stesso, ansia e paura.

In questo ambito, l’infermiere deve essere un punto di riferimento per il soggetto portatore di stomia, il quale deve sapere di poter fare riferimento su di esso. Importante è il ruolo dello stomaterapista in gestione delle stomie, che deve incentivare il sostegno da parte della famiglia e delle associazioni di settore che rappresentano in genere per lo stomizzato una boa di salvataggio ed il cui appoggio risulta essere molto prezioso per una piena riabilitazione. Tutti questi interventi sono rivolti verso un’assistenza infermieristica potenziata e accurata e possono far sì di raggiungere un livello di qualità di vita sempre migliore. Assistere la persona stomizzata vuol dire aiutarla a capire come cambierà la sua vita dopo l’intervento e come gestire la stomia. Questo significa insegnare al paziente e a chi si prende cura di lui (il cosiddetto “caregiver”, in genere un familiare) poche semplici regole per tornare serenamente alla vita quotidiana. Nella mia realtà questo momento di “formazione” avviene generalmente nell’immediato postoperatorio, prima della dimissione. È un momento molto importante nel quale vengono date le indicazioni per una corretta gestione della stomia per consentire alla persona di ritornare quanto più serenamente possibile alla vita sociale e lavorativa.

Il ritorno alla vita quotidiana

Vivere con la stomia, infatti, non vuol dire rinunciare alle proprie attività e passioni, ma trovare il sistema di raccolta che risponda meglio alle proprie esigenze, cioè che offra il comfort e la discrezione di cui si ha bisogno. ll percorso nell’acquisizione dell’autonomia di una persona sottoposta ad intervento chirurgico con confezionamento di stomia parte già dalla fase preoperatoria. In questa, infatti, si procede all'individuazione del sito dove questa verrà confezionata (disegno preoperatorio). È una procedura che deve essere eseguita in tutte le persone che dovranno essere sottoposte ad un intervento chirurgico e/o quando ci sia una reale possibilità di confezionamento.

Diversi studi indicano che le persone che hanno il loro sito di stomia marcato prima dell'intervento da operatori addestrati sviluppano meno complicanze correlate. Un sito appropriato per il confezionamento di una stomia può ridurre le complicanze quali l’infiltrazione degli effluenti al di sotto della barriera con conseguente alterazione della cute peristomale. Una stomia mal confezionata può anche influenzare la prevedibilità del tempo di usura di una barriera cutanea, la capacità della persona stomizzata di adattarsi alla nuova condizione e di gestirla autonomamente e può anche aiutare a controllare i costi sanitari.

La ricerca preoperatoria del sito dove verrà confezionata la stomia (disegno preoperatorio) consente la valutazione dell'addome del paziente in più posizioni, promuovendo la selezione del sito ottimale. Inoltre, questa procedura favorisce un approccio centrato sulla persona rispettando l'individualità, i valori e le esigenze di informazione sua e della famiglia. Nel corso della procedura si ha il tempo di fornire informazioni sulla futura gestione dello stoma, comprese le informazioni relative alle diverse tipologie dei dispositivi di raccolta e fornire supporto psicologico. Sebbene questa procedura, nella fase preoperatoria, sia fortemente raccomandata e supportata da evidenze scientifiche, si riconosce che alcune circostanze intraoperatorie potrebbero non consentire sempre l'utilizzo del sito ottimale.

Il posizionamento definitivo viene scelto dal chirurgo dopo che è stata esplorata la cavità addominale e ne viene determinata la condizione patologica che ha portato all’intervento chirurgico. Dopo l’intervento, lo stoma può presentarsi edematoso. Man mano che passano i giorni il gonfiore e le dimensioni della stomia tenderanno gradualmente a diminuire. Per questo motivo, durante le prime settimane dopo l’intervento chirurgico è importante monitorare le variazioni dello stoma, in modo da accertarsi che il dispositivo di raccolta utilizzato sia quello adatto alle esigenze del paziente.

La scelta del sistema di raccolta

Lo stomaterapista o l’infermiere supporta il paziente nella gestione della stomia e nella scelta del dispositivo più adatto alle sue esigenze. Un sistema di raccolta per stomia deve garantire tenuta, sicurezza, comfort, discrezione e soprattutto preservare l’integrità cutanea. I dispositivi di raccolta si differenziano fra loro in base al tipo di materiale con cui sono costituiti, al tipo di filtro, al tipo di placca (piana o convessa) e al tipo di sacca (fondo chiuso, fondo aperto e per urostomia). Esistono sacche per tutte le esigenze, anche di piccolissime dimensioni e quindi molto discrete, ma naturalmente il cambio deve essere più frequente. La scelta del dispositivo di raccolta dipende dal tipo di stomia confezionata e dal materiale emesso. A volte nella scelta del presidio si rende necessario considerare anche la forma della stomia (che si potrebbe presentare rotonda, ovale o irregolare) e le caratteristiche anatomiche dello stoma e della parete addominale.

Un’ulteriore differenza è data dalla tipologia dei sistemi, che possono essere monopezzo in cui la barriera cutanea e la sacca sono integrate o a due pezzi in cui barriera cutanea e sacca sono separate. In entrambi i casi sono disponibili comunque nelle versioni modellabili e ritagliabili, sia piane che convesse, con diversi gradi di convessità per poter rendere più confortevole il dispositivo.

È importante che il sistema di raccolta garantisca la protezione della cute peristomale. Sono due gli aspetti da prendere in considerazione: effettuare con cura l’igiene della cute peristomale, il cosiddetto “stomacare” e aiutarsi con l’utilizzo degli accessori. Prima di effettuare lo stomacare è necessario preparare il materiare occorrente con cura:

  • il sistema di raccolta più adatto alle proprie esigenze (monopezzo o due pezzi) in cui la barriera cutanea sia preparata in modo che non si formino spazi vuoti tra la placca e lo stoma; da questi, infatti, possono verificarsi infiltrazioni, causa primaria di alterazioni della cute peristomale
  • misuratore per stomia;
  • forbicine con punte arrotondate per ritagliare il foro della placca se non si utilizza un prodotto modellabile
  • acqua di rubinetto tiepida e sapone neutro (sapone di Marsiglia)
  • panno carta per asciugare la cute peristomale accuratamente senza sfregare, ma tamponando;
  • sacchetto per i rifiuti.

A questo punto si procede a rimuovere la sacca di raccolta, quindi pulire la stomia e la cute con carta igienica, mettendo nel sacchetto della spazzatura il materiale di scarto. Il cambio della sacca è il momento più adatto al controllo della stomia per monitorare le condizioni della cute peristomale, verificare la presenza di qualche problema o complicanza. Piccoli sanguinamenti della mucosa possono essere considerati normali.

Utilizzando il rimuovi adesivo spray non si incontrano difficoltà nella rimozione della sacca, esso aiuta a rimuovere il sistema di raccolta ma anche eventuali tracce di adesivo dalla cute. In caso la cute sia irritata è bene rivolgersi al proprio operatore sanitario di fiducia. Si procede poi lavando accuratamente la cute circostante la stomia con acqua tiepida e sapone, utilizzando una spugna morbida, e si risciacqua accuratamente. Una volta pulita bene la zona si asciuga tamponando senza sfregare con il panno carta.

L’utilizzo degli accessori

Questi prodotti rappresentano un supporto importante per la gestione della stomia: rispondono a diverse funzioni per offrire una miglior protezione cutanea e una più efficace gestione della stomia:

  • polvere: da utilizzare in caso di lievi escoriazioni, assorbe l’essudato e favorisce la guarigione della cute, senza compromettere la tenuta del sistema di raccolta. Se si è applicato un quantitativo maggiore rispetto al necessario, soffiare via il quantitativo in eccesso.
  • Pasta: crea un sigillo protettivo intorno alla stomia (soprattutto in caso di ileostomia e urostomia, in cui gli effluenti sono particolarmente irritanti per la cute) e livella eventuali pieghe e/o cicatrici dell’addome, creando una base di adesione uniforme per il sistema di raccolta. Poiché contiene alcool, potrebbe bruciare sulla cute qualora fosse irritata; per ovviare a questo, basterà posizionare una striscia di pasta sul dito della mano ed attendere qualche secondo che la componente alcolica evapori prima di stendere la pasta sulla zona interessata.
  • Anello modellabile: privo di alcool, modellare a piacimento e creare un sigillo intorno alla stomia dal contatto con le infiltrazioni. Se non si adopera tutto, la parte restante può essere riutilizzata al bisogno.
  • Film protettivo: crea una barriera trasparente dal contatto con gli effluenti, aiuta a mantenere integra la cute. Va applicato dopo aver effettuato l’igiene e prima di applicare il sistema di raccolta pulito. Il paziente può scegliere sia la versione spray che le salviette.
  • Rimuovi adesivo: aiuta a rimuovere il sistema di raccolta in maniera atraumatica ed elimina tracce di adesivo dalla cute. Anche qua il paziente può scegliere sia la versione spray che le salviette.
  • Bustine gelificanti antiodore in caso di effluenti liquidi, si inseriscono nella sacca vuota, senza né aprirle né strapparle. Gelificano a contatto con le feci, aiutando a ridurre lo sciabordio all’interno del sistema di raccolta. Poiché sono al carbone attivo (per un maggior controllo degli odori) fanno assumere agli effluenti un colore scuro.
  • Cerotti idrocolloidali per aumentare la superficie adesiva del sistema di raccolta, per dare maggior sicurezza. Impermeabili, si possono utilizzare anche durante il bagno o la doccia. Sono trasparenti ed in idrocolloide, quasi una seconda pelle per una protezione aumentata.
  • Cintura addominale, per aumentare l’adesione della sacca all’addome. Un accessorio pensato per offrire maggiore comfort e discrezione.

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Ospedale Santa Maria della Misericordia

S. Andrea delle Fratte, 06156 Perugia (PG) - Ambulatorio numero 29 piano terra blocco N

Referenti: Filippo Broncolo

Telefono: 0755782575-075/5782270

Orari e giorni di apertura: martedì, giovedì e sabato mattina dalle 08:30 alle 13:30; lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio dalle 14:00 alle 19:00