Stomia e legalità: visita di verifica

Cari Amici, la visita per il riconoscimento dell’invalidità civile e dell’handicap è un passaggio necessario per accedere ad una serie di benefici sanitari ed anche economici. In particolare, dopo l’intervento e la dimissione dall’ospedale, la dimostrazione dell’avvenuta presentazione della relativa domanda è il presupposto per ottenere l’autorizzazione alla prima fornitura annuale dei dispositivi per gestire la stomia, dopo quella inizialmente ricevuta, ma valida per il solo primo mese successivo alla dimissione; la richiesta di autorizzazione andrà poi rinnovata, tempestivamente, ad ogni successiva scadenza annuale.

Di regola, dopo aver ottenuto dal medico il certificato introduttivo, che è il primo passo per l’apertura della pratica (da trasmettere all’INPS entro 90 gg. dal rilascio), si inoltra la domanda tramite CAF e nel giro di alcune settimane (entro 15 gg per i pazienti oncologici) si viene convocati a visita dalla Commissione insediata presso la propria ASL di residenza (a meno di aver chiesto una visita domiciliare, per comprovata impossibilità del paziente di recarvisi autonomamente).

La relativa procedura, tutto sommato, è lineare, ma è stata ulteriormente semplificata perché con il recente Messaggio INPS 3315 del 01.10. 2021, denominato “Allegazione documentazione Sanitaria Invalidità Civile”) è ora possibile svolgere la visita (che ricordo essere essenzialmente una visita fiscale e non terapeutica) in via telematica. Le commissioni mediche INPS preposte all'accertamento delle minorazioni civili e dell'handicap, infatti, possono ora procedere alla definizione delle istanze attraverso la c.d. “valutazione agli atti”.

Vale a dire che sono autorizzate a redigere i verbali, sia di prima istanza o di aggravamento (laddove operano e sono attive le convenzioni con le regioni) che di revisione, oltre che mediante la visita in presenza, anche solo sulla base degli atti trasmessi, in tutti i casi in cui sia stata allegata una documentazione sanitaria che consenta una valutazione piena ed obiettiva.

Questa modalità, percorribile preferibilmente a fronte di situazioni palesi e documentabili con immediatezza, può essere richiesta dal diretto interessato, che - ove non si avvalga di un CAF (come è forse comunque preferibile) - dovrà connettersi al sito dell’INPS mediante il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta di Identità Elettronica (CIE).

La relativa documentazione sanitaria dovrà essere allegata esclusivamente in formato PDF; verrà quindi valutata dalla Commissione INPS di accertamento, che nei casi in cui non la ritenga sufficiente per esprimere un adeguato giudizio, convocherà l'interessato a visita diretta. Un vantaggio ulteriore di tale procedimento telematico è dato dal fatto che tutto quanto è trasmesso all’INPS sarà conservato nel fascicolo elettronico dell’assistito, rimanendo nella immediata disponibilità di quest’ultimo che, in qualunque momento, potrà consultare i propri documenti, accedendovi mediante il proprio PIN-INPS personale, al pari dell’Ente, che potrà visionarli in occasione di un’eventuale visita successiva (aggravamento, revisione), evitandosi così di doverli nuovamente produrre e assicurandosene la sicura conservazione.

Va da sé che, laddove si dovesse far valutare un quadro clinico complesso o comunque meritevole di particolare attenzione (specie se finalizzato ad ottenere i permessi lavorativi o di parcheggio od economici, dipendenti dal riconoscimento di una determinata percentuale o caratteristica dell’invalidità, quale, ad esempio la “connotazione di gravità” ex art.3, co. III della L. 104/1992), è sempre preferibile richiedere la visita in presenza e con l’assistenza di un medico di fiducia (di regola, uno specializzato in medicina legale).

Un caro saluto a tutti.
Avv. Diego Palazzoli

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