La storia di Paolo, ileostomizzato - Great Comebacks™ 2010

Ci racconti qualcosa di te?

Sono Paolo, ho 43 anni e lavoro in un’azienda metalmeccanica. Mi piace nuotare: una passione che ho ripreso dopo a 8 anni dall’intervento e che ora, a causa COVID, ho dovuto momentaneamente interrompere. Mi piace trascorrere il tempo libero leggendo o guardando film.

Cosa vuol dire vivere con una ileostomia?

Sinceramente, non vivo la stomia come un problema. Se nessuno me lo ricorda, nemmeno ci penso. Ho dovuto affrontare l’intervento a causa di una rettocolite ulcerosa e, dal 2002 mi è stata confezionata una ileostomia definitiva. All’inizio ho incontrato qualche difficoltà, in termini di disidratazione: perdevo molti liquidi e avevo spesso la pelle secca, soprattutto d’estate. Ci sono voluti un paio d’anni di “assestamento”, poi non ho più riscontrato problematiche di questo tipo. Adesso non mi preoccupo dell’alimentazione; la sola preoccupazione è non ingrassare, per evitare che la mia conformazione addominale si modifichi a tal punto da dover poi cambiare prodotto.

Che tipo di prodotto stai utilizzando?

Sto usando un sistema due pezzi con flangia di ultima generazione e devo dire sono molto soddisfatto. In passato ho avuto problemi di alterazione della cute: con il prodotto che adopero adesso la cute è perfettamente integra, l’idrocolloide la protegge a perfezione. Di questo prodotto apprezzo soprattutto adesività e tenuta. Non mi si stacca mai, trovo molto semplice sia l’applicazione che la rimozione. Lo trovo anche molto confortevole e discreto: il telino di rivestimento non produce fruscii sotto gli abiti e rimane delicato a contatto con la pelle. Inoltre, la chiusura integrata sul fondo è molto pratica: si srotola facilmente per svuotare la sacca, si pulisce rapidamente per essere di nuovo chiusa, arrotolata e nascosta nell’apposita tasca. Un bel vantaggio, soprattutto quando sono fuori per lavoro o per piacere. È un sistema di raccolta che mi fa sentire sicuro e a mio agio. A volte dimentico di portarmi dietro un cambio; per questo ne lascio uno sempre in macchina, da utilizzare al bisogno. Oltre al dispositivo, adopero la pasta protettiva: contribuisce a mantenere integra la cute e a darmi sicurezza.

Come ConvaTec ti ha aiutato a ritornare alla vita quotidiana?

Sicuramente grazie al sistema di raccolta che sto adoperando. Poi, grazie al Programma Great Comebacks™, che mi ha permesso di conoscere altre persone che vivono la mia stessa esperienza e mi ha fatto conoscere l’Associazionismo. Questo è stato molto d’aiuto, soprattutto per eliminare le insicurezze e superare i limiti che, soprattutto all’inizio, mi ero autoimposto: la dice lunga il fatto che io abbia impiegato 8 anni prima di tornare alla mia passione, il nuoto. ConvaTec mi ha dato le basi per vivere con una stomia: dai prodotti alla conoscenza delle altre persone.

Conosci i servizi ConvaTec? Li trovi utili?

Conosco tutti i servizi del Programma me+ e li trovo molto utili. Nello specifico, leggo sempre la rivista ConTatto: gli articoli degli operatori sanitari e di altre persone stomizzate ti aiutano a capire che non sei solo. Tra gli approfondimenti della rivista e sul sito Internet, apprezzo la rubrica dell’Avvocato: ti aiuta a conoscere i tuoi diritti e a impegnarti per vederli riconosciuti. Altrettanto importante è la consulenza della della Psicologa. Senza, ovviamente, dimenticare l’invio di campioni gratuiti: le consulenti del numero verde sono cortesi e competenti e sempre pronte ad aiutarti.

Cosa ti senti di dire alle persone che vivono la tua stessa esperienza?

Di non farsi abbattere: alla fine la stomia non è qualcosa per la quale temere il giudizio degli altri. Nella vita ci sono cosa peggiori della stomia e sono ben altre le cose di cui eventualmente vergognarsi. Io fondamentalmente sono una persona timida, tendo a non ostentare. Se vado al mare mi metto un paio di boxer alti, ma non c’è niente di male a che la stomia si veda. La sola cosa che può essere noiosa, quando capita, è dover spiegare a chi è particolarmente curioso che cos’è la stomia. Ma è veramente una questione di dove ripetere le stesse cose!