Donne e stomia: Francesca, ileostomizzata e urostomizzata - Great Comebacks™ 2002

Mi chiamo Francesca, ho 46 anni e vivo a Prato. Mi piace camminare, fare sport, andare al mare

Perché hai dovuto affrontare l’intervento?

Sono stata operata più di 25 anni fa per il morbo di Crohn e mi hanno confezionato una ileostomia. Ho ripreso in mano la mia vita, anzi, ho iniziato a vivere: viaggiare, lavorare, uscire con gli amici. La vita non è stata facile per me: nel 2019 mi è stata confezionata anche una urostomia a causa di un tumore.

Che cosa significa essere donna e vivere con una stomia?

Prima di tutto amare sé stessi e imparare ad accettare questa nuova condizione. Poi avvicinarsi ai propri familiari ed essere pronti ad allargare la propria cerchia di amici e familiari. La stomia non deve essere il pretesto per limitare le proprie attività e interessi. Personalmente, a chiudermi in casa è stata la pandemia, non certo la stomia!

Che tipo di prodotto stai utilizzando? Quanto è importante trovare il sistema più adatto alle proprie esigenze?

Utilizzo un sistema a due pezzi e mi trovo bene. La sostituzione della placca ogni 2-3 giorni, mi permette di stare tranquilla, di andare in piscina senza timori. Trovare il prodotto adatto ti consente di essere serena con te stessa.

Come ConvaTec ti ha aiutata a ritornare alla vita quotidiana?

Mi sono avvicinata al mondo ConvaTec all’età di 17 anni, perché quando sono uscita dall’ospedale, nessuno mi aveva detto che potevo rivolgermi ad un ambulatorio. Sono state le consulenti del numero verde a darmi questa informazione.

Conosci i servizi ConvaTec? Li trovi utili?

Li conosco molto bene: ho lavorato al Servizio me+ per 5 anni! Vi racconto brevemente la mia storia: nel 2002 ho partecipato al Programma Great Comebacks. Quando la mia storia è stata selezionata tra quelle più rappresentative, è stata un’emozione grandissima: condividere la mia esperienza, in un’epoca in cui Internet era ai primordi, ha significato conoscere altre persone che vivono la mia stessa esperienza. Sono sempre rimasta in contatto con questi “amici di pancia”. Un giorno mi è stato chiesto di diventare parte delle consulenti del Servizio: ho accettato senza pensarci due volte e mi sono trasferita a Roma. È stato un nuovo percorso che mi ha permesso di conoscere tante persone: ho dato e ricevuto tantissimo supporto e sono sempre più convinta che non bisogna porsi limiti. Roma è una bella città, ma dopo 5 anni ho sentito il richiamo delle radici e ho deciso di tornare a Prato, dove ho iniziato a lavorare come segretaria. Un altro capitolo della mia vita.

Perché è importante raccontare la propria esperienza, partecipando a Great Comebacks?

Perché anche solo scrivendo la propria storia si riesce a razionalizzare quello che si è stati costretti ad affrontare, dal pianto, alla disperazione, alla rinascita. La nostra è una disabilità invisibile: chiunque può essere stomizzato e, sicuramente, dall’esterno non si vede. Condividere la propria esperienza può aiutare gli altri. L’importante è sapere che, in caso di necessità, si può contare sul supporto del proprio stomaterapista, che sa guidarci nel trovare il prodotto, gestire autonomamente la stomia e darci un supporto emotivo nel ritorno alla vita quotidiana.

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