Donne e stomia, Presidenti Associazioni - Rossella Guzzi, FAIS e ALSI

aprile 9, 2021

Sono Rossella, ho 64 anni vivo alle porte di Milano, dove sono nata. Ho lavorato per anni nel Marketing di un’azienda cosmetica. Mi piace andare in barca a vela, leggere, vedere i film. Mi piace cucinare, sono una brava cuoca e una buona forchetta! Accetto di buon grado il passare del tempo: non ho paura di invecchiare e sto bene con me stessa.

Perché hai dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento di stomia?

Io sono stata colostomizzata 6 anni fa per un'adenocarcinoma nella giunzione anorettale. Mi è stata confezionata una stomia definitiva: è successo tutto senza alcun preavviso. Quando mi è stata diagnosticata la malattia, il chirurgo già mi disse a cosa sarei andata incontro. Ho affrontato radio e chemioterapia, con una serenità che non pensavo di avere: il mio obiettivo era tornare alla mia vita. Non mi sono nemmeno informata su Internet: è come se fosse scattato in me un meccanismo tale per cui la stomia era la soluzione al problema.

Cosa vuol dire essere donna e vivere con la stomia?

Ho visto il mio corpo cambiare, ma ho cominciato subito a gestire la stomia che, devo dire, è stata confezionata bene: non ho alcun segno, né ho mai avuto un’irritazione; sono molto serena. Anche se considero la data dell’intervento il mio secondo compleanno, non nego che qualche momento di sconforto ci sia stato: come quando magari indossi un abito bianco e la sacca si stacca; inutile spiegare il disagio. Avendo una colostomia, ho potuto imparare la tecnica dell’irrigazione; praticarla richiede più o meno un’ora di tempo ogni 48 ore. Lo considero tempo per me, per rilassarmi o leggere una rivista.

Nel corso degli anni ho cambiato sistema di raccolta; dal due pezzi sono passata al monopezzo. Devo dire che non ho mai avuto problemi neanche con l’alimentazione: mi ritengo una donna fortunata. Essere una donna e vivere con una stomia dimostra che siamo molto più forti degli uomini, abbiamo una marcia in più. Lo vedo anche in Associazione: gli uomini sono più fragili. Di fatto impariamo ad accettare le situazioni più rapidamente; anche quando mi è capitato di incontrare donne che dopo l’intervento si sono trovate sole, perché i loro compagni non hanno accettato la stomia, si sono rialzate e hanno ripreso le redini della propria vita.

Perché è importante far parte di un’Associazione?

Faccio parte di due Associazioni: sono la Responsabile dei Rapporti Istituzionali della FAIS (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati) e sono volontaria di ALSI (Associazione Lombarda Stomizzati e Incontinenti). Far parte di un’Associazione è un’esperienza bellissima e invito tutte le persone stomizzate prendervi parte: quando ci si ritrova tutti insieme, crollano le barriere sociali, caratteriali e, grazie al confronto, scatta l’auto-mutuo aiuto; ognuno supporta l’altro. Solo una persona stomizzata da’ valore aggiunto a quello che viene detto e sostenuto e ricevi di più di quello che dai. Capita che chi abbia affrontato una storia di dolore e malattia non voglia più parlarne e c’è chi invece cerca aiuto: anche i caregiver. Affinché le Associazioni funzionino, però, è importante che facciano fronte comune, condividano le stesse informazioni: solo così possiamo batterci per il riconoscimento dei nostri diritti.

Come ConvaTec supporta le persone nel ritorno alla vita quotidiana?

Grazie al Servizio me+ ConvaTec mette a disposizione delle persone stomizzate prodotti e servizi gratuiti utili nella strada verso la riabilitazione. Le consulenti sono molto attente alle esigenze delle persone: che si abbia bisogno di campioni gratuiti o di informazioni sugli ambulatori di stomaterapia, è sufficiente una chiamata al numero verde per avere le risposte alle tue domande.