Donne e stomia, Presidenti Associazioni - Rossella Guzzi, FAIS e ALSI

Sono Rossella, ho 64 anni vivo alle porte di Milano, dove sono nata. Ho lavorato per anni nel Marketing di un’azienda cosmetica. Mi piace andare in barca a vela, leggere, vedere i film. Mi piace cucinare, sono una brava cuoca e una buona forchetta! Accetto di buon grado il passare del tempo: non ho paura di invecchiare e sto bene con me stessa.

Perché hai dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento di stomia?

Io sono stata colostomizzata 6 anni fa per un'adenocarcinoma nella giunzione anorettale. Mi è stata confezionata una stomia definitiva: è successo tutto senza alcun preavviso. Quando mi è stata diagnosticata la malattia, il chirurgo già mi disse a cosa sarei andata incontro. Ho affrontato radio e chemioterapia, con una serenità che non pensavo di avere: il mio obiettivo era tornare alla mia vita. Non mi sono nemmeno informata su Internet: è come se fosse scattato in me un meccanismo tale per cui la stomia era la soluzione al problema.

Cosa vuol dire essere donna e vivere con la stomia?

Ho visto il mio corpo cambiare, ma ho cominciato subito a gestire la stomia che, devo dire, è stata confezionata bene: non ho alcun segno, né ho mai avuto un’irritazione; sono molto serena. Anche se considero la data dell’intervento il mio secondo compleanno, non nego che qualche momento di sconforto ci sia stato: come quando magari indossi un abito bianco e la sacca si stacca; inutile spiegare il disagio. Avendo una colostomia, ho potuto imparare la tecnica dell’irrigazione; praticarla richiede più o meno un’ora di tempo ogni 48 ore. Lo considero tempo per me, per rilassarmi o leggere una rivista.

Nel corso degli anni ho cambiato sistema di raccolta; dal due pezzi sono passata al monopezzo. Devo dire che non ho mai avuto problemi neanche con l’alimentazione: mi ritengo una donna fortunata. Essere una donna e vivere con una stomia dimostra che siamo molto più forti degli uomini, abbiamo una marcia in più. Lo vedo anche in Associazione: gli uomini sono più fragili. Di fatto impariamo ad accettare le situazioni più rapidamente; anche quando mi è capitato di incontrare donne che dopo l’intervento si sono trovate sole, perché i loro compagni non hanno accettato la stomia, si sono rialzate e hanno ripreso le redini della propria vita.

Perché è importante far parte di un’Associazione?

Faccio parte di due Associazioni: sono la Responsabile dei Rapporti Istituzionali della FAIS (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati) e sono volontaria di ALSI (Associazione Lombarda Stomizzati e Incontinenti). Far parte di un’Associazione è un’esperienza bellissima e invito tutte le persone stomizzate prendervi parte: quando ci si ritrova tutti insieme, crollano le barriere sociali, caratteriali e, grazie al confronto, scatta l’auto-mutuo aiuto; ognuno supporta l’altro. Solo una persona stomizzata da’ valore aggiunto a quello che viene detto e sostenuto e ricevi di più di quello che dai. Capita che chi abbia affrontato una storia di dolore e malattia non voglia più parlarne e c’è chi invece cerca aiuto: anche i caregiver. Affinché le Associazioni funzionino, però, è importante che facciano fronte comune, condividano le stesse informazioni: solo così possiamo batterci per il riconoscimento dei nostri diritti.

Come ConvaTec supporta le persone nel ritorno alla vita quotidiana?

Grazie al Servizio me+ ConvaTec mette a disposizione delle persone stomizzate prodotti e servizi gratuiti utili nella strada verso la riabilitazione. Le consulenti sono molto attente alle esigenze delle persone: che si abbia bisogno di campioni gratuiti o di informazioni sugli ambulatori di stomaterapia, è sufficiente una chiamata al numero verde per avere le risposte alle tue domande.